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cerco sceneggiatura

 salve a tutti sono un giovane fumettista(al momento per hobby,anche se seguo corsi e probabilmente l'anno prossimo se tutto va bene verrò pubblicato su una rivisti che serve per lanciare nuovi fumettisti e questa rivista verrà spedita in tutta italia)

 

bene sto creando un fumetto,anzi è gia tutto pronto mi serve solo una buona sceneggiatura lo stile del fumetto è simile a quello di titeuf e la scenegggiatura deve essere esilarante e comica,qualcuno mi da una mano,naturalmente io chiedo questo servizio gratuitamente senza compromessi

aspirante studente di sceneggiatura

Il direttore Giulio mi ha suggerito di postare su questo forum una parte di una mia fanfiction su One Piece per dare un'idea delle mie capacità come scrittore e sapere se sono buone come basi per poter iniziare il corso di sceneggiatura. l'argomento è "Come hanno fatto i personaggi del manga a procurarasi i loro poteri dei Frutti?" questo è il primo capitolo.

LUCCI&CP9: POWER UP!

Era una notte buia e tempestosa, una notte nella quale gli elementi, se non gli dèi stessi , sembravano darsi battaglia: la pioggia che cadeva furiosamente, martellante, assordante, copriva persino i ruggiti del vento, che tuttavia a tratti riusciva a far sentire la sua voce, simile a un coro d’anime furenti e battagliere. Eppure qualcosa riusciva a sovrastare il frastuono: folgori selvagge illuminavano quasi a giorno il tremendo spettacolo, serpeggiando tra le torri di nubi, mettendo quasi a tacere per il terrore la tempesta, che subito tornava a farsi sentire con rinnovato vigore.
Ma se il cielo urlava la sua rabbia, non da meno era il mare: imponenti palazzi d’acqua si innalzavano, culminavano e poi si abbattevano come magli titanici sui possenti bastioni della fortezza, che se pure era stata costruita per resistere a mille di quelle tempeste, subiva inerte ogni colpo, ogni gigantesco cavallone, e tremava dalle fondamenta per l’incessante sforzo di resistere, di affrontare ancora un’onda, e quella dopo, e quella dopo ancora…
 
All’interno della fortezza tutto questo si percepiva appena, niente più che una sorta di vibrazione di fondo, quindi nello stretto corridoio di pietra, adornato di simboli della marina e di ritratti di grandi ufficiali, fiocamente illuminati da diverse torce appese al muro, non risuonava nulla oltre al ritmico rumore di passi di un ragazzo. Era un ragazzo alto, dai capelli neri e caschetto; indossava un completo scuro, con tanto di cravatta nera, un uniforme da agente segreto. Non dimostrava più di sedici, al massimo diciassette anni, ma il suo volto era gelidamente inespressivo, e la freddezza del suo sguardo era sottolineata dalle sopracciglia sottili, dritte come fusi tranne che nel tratto terminale, presso le tempie, in cui si curvavano a uncino verso il basso.
Il suo passo era tranquillo, non lento, ma nemmeno affrettato: la sua destinazione era la porta di legno in fondo al corridoio, oltre la quale lo attendeva il suo futuro capo, il nuovo direttore del CP9, per quella che al lumacofono aveva definito “una riunioncina informale con i miei nuovi sottoposti” poco prima di urlare come una donnetta per il dolore, come se si fosse rovesciato qualcosa di bollente addosso. Il primo approccio con la personalità del nuovo direttore non era stato esattamente dei migliori, ed in quel momento, sebbene non lo stesse dando a vedere, stava decidendo di dimenticare quel primo evento, e di considerare quella che ci sarebbe stata di lì a poco la prima impressione in assoluto. Nonostante questo, si preparava al peggio.
Aveva finalmente raggiunto la porta, la sua mano si stava già protendendo verso la maniglia; dalla stanza che si trovava dall’altra parte non giungeva alcun suono: era perfettamente insonorizzata.
Con un breve sospiro, si decise ad abbassare la maniglia.
 
“Aaaaaaaaaaaaaarghhhhh!! Scotta scotta scoootttaaaa!!!!”: furono le prime parole che udì allo schiudersi della porta.
Se la prima impressione era la più importante, quella che si fece in quel preciso istante del nuovo direttore superò le sue peggiori aspettative: si trovava in piedi dietro una scrivania in legno scuro, massiccio, posta vicino a una caminetto acceso, e stava urlando a squarciagola, con una voce stridula e sgradevole; sul vestito elegante si notava benissimo un’ampia chiazza scura e fumante, odorosa di caffè.
Accortosi della presenza del ragazzo, si fermò di colpo e si ricompose, permettendogli di osservare con maggiore attenzione il suo singolare aspetto: si trattava di un uomo di corporatura media,non particolarmente alto e i capelli erano di un tenue color lilla, leggermente mossi; la faccia era una di quelle difficili da dimenticare, con occhiaie violacee, un naso misteriosamente dello stesso colore e una specie di maschera di ferro a coprirgli una buona metà del viso.
“Bene bene bene,è arrivato anche il giovane Rob Lucci!”, disse il direttore Spandam con la sua voce sgradevole e al tempo stesso suadente, “Prego, accomodati.”
Lucci entro nella camera lentamente, impassibile. Mentre la porta gli si chiudeva da sola alle spalle, si guardò intorno, studiando con attenzione la camera ed i suoi occupanti: era di forma quadrata, non molto ampia; la parete sul fondo era quasi completamente occupata dalla scrivania e dal caminetto, quelle laterali da divanetti e poltrone.
Su una poltroncina della parete alla sua sinistra, Lucci vide un ragazzo più giovane di lui, forse tredicenne, dai cortissimi capelli bruno-dorati e dagli zigomi particolarmente incavati, indossante una camicia color paglia e pantaloni di velluto rossi lunghi fino a metà polpaccio; lo giudicò privo di interesse e passò alla parete di destra, dove un altro ragazzo dormiva stravaccato su un divano. Questo indossava degli abiti scuri di taglio orientale, portava i lunghi capelli neri raccolti in una coda di cavallo e non dimostrava di avere più di un anno di differenza rispetto a Lucci. “Jabura!”, pensò, mentre, senza che se ne accorgesse, la sua espressione si faceva impercettibilmente più sprezzante, per poi ammorbidirsi quando si fu accorto dell’ultimo occupante della stanza: era un ragazzo dal corpo sproporzionato, le cui gambette quasi sparivano sotto l’imponente massa dei muscoli del busto e delle braccia, il tutto sormontato da un volto inespressivo, quasi bovino. Malgrado l’aspetto, Lucci sapeva che quel ragazzo, Blueno, aveva portato a termine diverse missioni, soprattutto di spionaggio, ed era uno dei pochi colleghi che meritassero il suo rispetto.
 
 “Molto bene”, iniziò Spandam, “ ora che siamo tutti qui, possiamo iniziare. Svegliati Jabura!”
Il ragazzo si svegliò come se avesse appena chiuso gli occhi e si mise un po’ più composto, pronto ad ascoltare.
“ Come stavo dicendo, possiamo cominciare, ma prima le presentazioni. Lucci, Jabura, Blueno, tra di voi dovreste già conoscervi, ma questo ragazzino per voi dovrebbe essere un volto nuovo. Il suo nome è Ray, ed è l’allievo del maestro Jeff.”
I tre membri del CP9 guardarono il nuovo venuto con occhi sgranati: Jeff era un uomo leggendario, che si diceva avesse padroneggiato le tecniche Rokushiki ad un livello inimmaginabile, e che i suoi allievi fossero straordinari; come poteva quel moccioso essere allievo di una simile leggenda?
Senza perdere la sua fredda calma, Lucci mormorò una singola parola: “Shigan!”, per poi lanciarsi all’attacco più veloce di un proiettile, con un dito proteso altrettanto letale.
Senza scomporsi, Ray mormorò a sua volta: “Soru!”, sparendo dalla sua poltrona e ricomparendo in piedi sul braccio rigido di Lucci. Ma l’attacco non era ancora finito. Jabura e Blueno urlarono all’unisono: “Rankyaku!”, scalciando in aria e creando correnti d’aria tanto violente da squarciare la pietra.
Sempre impassibile, il ragazzino sussurrò: “Tekkai!”, al che le tecniche degli avversari si infransero sul suo corpo senza causargli alcun danno. Dispersa la corrente d’aria tagliente, Ray rilassò il corpo duro come l’acciaio e fissò gli altri con aria serafica. “Finito?” chiese, prima di sparire dal braccio di Lucci e ricomparire sulla poltrona, come se non fosse successo nulla.
 
Lo scontro era durato pochissimi istanti, ma aveva lasciato Spandam completamente basito. Mentre i giovani agenti tornavano composti, anche lui si riprese, e iniziò a pensare: “ Se avrò dei tizi bestiali come questi al mio servizio, la mia carriera sarà inarrestabile! Muhahahahaha!!!”, assumendo un espressione comicamente esaltata, con tanto di stelline luccicanti intorno alla testa e lacrimoni di gioia.
Fu Lucci, ora soddisfatto per le prestazioni di Ray, a interrompere i suoi sogni di gloria: “Stava dicendo, direttore?”.
“ Come? Ah, sì! Ora ascoltatemi bene! Io sono il nuovo direttore del CP9, il mio nome è Spandam, e mi è stato affidato questo incarico per i miei meriti nel CP5 e per aver risolto brillantemente un caso a Water Seven”, disse, tralasciando la “spinta” data dall’influenza di suo padre.
“ Come vostro direttore, è mio compito e volere imporre ovunque la nostra giustizia, con qualunque mezzo, se necessario”. Qui si interruppe brevemente, soffermandosi con lo sguardo su ognuno dei sottoposti, poi ricomincio, parlando lentamente, in modo che le sue parole non potessero essere fraintese: “ Con qualunque mezzo. E questo ci porta al motivo per cui siete qui. Ho letto con molta attenzione i vostri fascicoli, e sono giunto alla conclusione che siete i migliori a cui affidare un simile compito. Lucci, il lavoro che ti ha permesso di entrare nel CP9 a soli tredici anni, quello in cui da solo hai soppresso tutti i soldati di un regno presi in ostaggio dai pirati è stato a dir poco encomiabile. Jabura, hai sempre portato a termine le tue missioni di assassinio come pochi professionisti saprebbero fare. Blueno, la tua abilità nell’infiltrazione e nello spionaggio è senza pari. Giovane Ray, il fatto che tu sia allievo del Maestro Jeff e che sia già nel CP9 nonostante la giovane età fanno di te una promessa.”
“Tuttavia, tutto questo non basta!” esclamò, battendo un pugno sulla scrivania ber darsi maggiore enfasi. “Se vogliamo che quest’era di pirateria abbia fine, quello che ci serve è il potere, ed il potere è ciò che intendo darvi!”
 
Detto questo, pestò col piede una pietra del pavimento di forma ottagonale: il gesto attivò un meccanismo segreto che fece scorrer via parte del pavimento nel centro della stanza. Dal buco apertosi si sollevò tra mille cigolii, ma per il resto nel perfetto silenzio, una bassa figura rettangolare, coperta da un drappo azzurro con sopra ricamato il simbolo del Governo Mondiale.
Quando la base sulla quale la figura poggiava ebbe raggiunto il livello del pavimento, smise di salire con un fragoroso Clonck. I giovani agenti fissarono la figura con cortese curiosità, che si trasformò in meraviglia e stupore quando il direttore, con un gesto teatrale, levò il drappo, rivelando cosa si nascondeva sotto di esso: poggianti su una morbida base di seta rossa, sorretta da una colonna piena di bassorilievi, e protetti da una teca squadrata trasparente, stavano davanti ai loro occhi ben sei grossi frutti multicolori, tutti di forme diverse, ma accomunati da un ben noto motivo di spirali: i leggendari Frutti del Diavolo!
Fu Jabura, con la mascella scardinata fin quasi a toccar terra, a spezzare il silenzio di stupore e reverenza: “ MA COME HA FATTO A PROCURARSENE TANTI, DIRETTOREEEE!!?”
“Ehh, beh… vi basti sapere che ho anch’io i miei mezzucci… “, disse ridacchiando e portandosi una mano dietro la nuca con fare assieme divertito e imbarazzato.
 
La scena si tinge momentaneamente di tonalità scure, mentre un flashback ci riporta a pochi giorni prima, in una località sconosciuta.
Spandam si trova in un locale buio, seduto ad un tavolo, solo, eccetto che per un individuo quasi completamente nascosto dall’ombra, che sta concludendo un discorso:
“… e questo è quanto. Di certo capirà le mie ragioni se le chiedo il pagamento anche senza maggiori informazioni…”
Spandam guarda il suo interlocutore con fare sospettoso, ma mette comunque mano alle valigie che appoggiate sul pavimento.
“ Ecco i soldi, un miliardo e cinquecento milioni di Berry, come pattuito. Puoi controllarli se vuoi, ma ti assicuro che sono tutti, e veri. Sei sicuro di non potermi dare più informazioni su questi frutti?”
Una mano grassoccia, appesantita da una decina di anelli, si protende verso la prima valigia per verificarne il contenuto, mentre un’altra, altrettanto carica, sospinge una cassa verso il nuovo direttore del CP9.
“Assolutamente sicuro. Ho controllato su tutte le enciclopedie sui Frutti del Diavolo, ma non li ho trovati. Posso solo fidarmi di ciò che mi ha detto il mio fornitore, e ti ho riferito le sue esatte parole: Due appartenenti alla classe Paramisha e quattro alla Zoo-Zoo. Quello color indaco è lo Zou-Zou, che permette di trasformarsi in elefante. Le assicuro che se sapessi altro, a un cliente come lei lo direi subito.”
“Molto bene, in questo caso non mi resta che salutarla e sperare in un futuro pieno di affari proficui tra noi, sinor…ehm… come posso chiamarla?!
“Mi può chiamare Nemo, se proprio vuole”, disse al figura in ombra. “ È stato un piacere fare affari con lei, un piacere che spero si ripeterà al più presto.”
Le ultime parole si perdono in un nuovo offuscarsi della scena, mentre torniamo al presente.
 
“Come ho già detto, il potere è ciò di cui abbiamo bisogno, e questi Frutti del Diavolo sono il mezzo perfetto per ottenerlo. Ora voglio che ognuno di voi, che siete stati da me riconosciuti come i più meritevoli e promettenti tra gli attuali membri del CP9, ne mangi uno, per diventare parte del grande progetto di cancellare l’Era della Pirateria dai libri di storia! “.
Il viso di Spandam mostrava un’esaltazione maggiore a ogni parola che pronunciava, mentre quello dei giovani sottoposti esprimeva via via sempre maggiore meraviglia.
“Questi due frutti appartengono alla categoria Paramisha o Super-Uomo, e oltre a questo non vi so dire altro”, riprese Spandam indicando due dei Frutti: uno assomigliava vagamente a un limone, a parte il fatto che era blu scuro e grosso come un melone, mentre l’altro era simile a un ananas color tuorlo d’uovo.
“Questi invece sono tutti Zoo-Zoo, e a parte questo qui, che secondo una fonte fidata permette di trasformarsi in elefante, non si sa che poteri possano darvi”.
Lucci, persa del tutto la sua storica impassibilità, era paralizzato dall’eccitazione: aveva sempre sognato di poter mangiare uno Zoo-Zoo, la categoria che l’aveva sempre affascinato più di tutte, dato che potenziava le capacità nel corpo a corpo, e ora poteva scegliere tra ben quattro frutti di quel tipo. A quel punto, l’unico dubbio stava tra lo scegliere di trasformarsi in elefante o il fare un tuffo nel vuoto. La decisione fu semplice: non aveva per niente voglia di diventare un elefante.
 
Senza pensarci due volte sollevò la teca e prese in mano un Frutto simile a un grappolo d’uva celeste e lo mangiò senza esitazione, impaziente di scoprire quale potere avrebbe ottenuto.
Gli altri si sbrigarono a imitarlo: Blueno optò per l’ananas, mentre Jabura e Ray scelsero altri due Zoo-Zoo; Lo Zou-Zou, il Frutto indaco, rimase al suo posto.
Spandam rimase a guardare soddisfatto i ragazzi che mangiavano con espressione leggermente schifata i Frutti magici ma notoriamente insapori, con un sorriso dal quale proruppe una risata da folle quando i poteri si manifestarono.
Lucci diventò gigantesco, il suo corpo si ricoprì di una pelliccia gialle a macchie, gli occhi, i denti, le unghie diventarono quelli di un felino predatore: a lui era toccato il Felix-Felix, modello Leopardo, e riusciva a stento a credere alla fortuna.
Anche Jabura divenne enorme, si ricoprì di una pelliccia ispida, grigia e nera, trasformandosi in un vero e proprio Uomo-Lupo: aveva mangiato il Canis-Canis, modello Lupo.
Blueno appoggio una mano per terra, trasformando parte del pavimento in una porta: aveva il potere del frutto Door-Door.
L’ultimo a rivelare le sue capacità fu Ray: come Lucci e Jabura diventò più grosso, anche se non come gli altri due; una pelliccia bruno-dorata come i suoi capelli ricoprì il suo corpo, mentre le unghie e i denti venivano sostituiti da quelli di un predatore. Gli occhi assunsero una tonalità verde smeraldo, le orecchie si trasformarono, diventando grosse e triangolari, terminanti con un ciuffo di pelo nero: aveva mangiato anche lui un Felix-Felix, ma il suo era il modello Lince.
 
Così si concluse la riunione, in una cacofonia di urla e ululati, di ruggiti e risate folli tale da sfidare la tempesta che all’esterno continuava a infuriare.
 

DISPENSA CORSO DI STORYTELLING

Ciao a tutti!

Come promesso (un po' in ritardo, lo ammetto, ma non avevo alternative) ecco qui le dispense dedicate a tutti coloro che stanno partecipando al corso di fumetto e che hanno finito la parte dello stesso dedicata allo storytelling.

è un PDF che potete scaricare qui:

http://www.manfont.com/Dispensa_corso_storitellyng_SFEI.pdf

 

Metto in questo tread il link ma lascio che il nostro mega direttore galattico Giulio possa variare il modo di passarvela... quindi state all'occhio.

Nel PDF troverete un estratto di pressoché tutto quello che abbiamo visto durante le nostre dieci lezoni.

...

Vi passo anche questo link:

http://www.manfont.com/Sceneggiature.zip

attenti che questo file pesa più di 200 mega (scaricatelo con una buona connessione insomma).

Al suo interno potete trovare alcune sceneggiature del sotoscritto con i PDF dei fumetti che sono stati realizzati da esse.

Così potete confrontare e rendervi conto di cosa significhi lavorare su di una sceneggiatura vera e propria.

A presto e ne approfitto per fare a tutti i miei migliori auguri di BUONA PASQUA!!!!

foto di direzione

I Compiti Fumetto Realistico

Come da accordi allego la sceneggiatura dalla quale realizzare la tavola di compito per quando torna Francesco Bastianoni

Ciao

Giulio

foto di direzione

Compiti del Manf

Ciao Ragazzi, in questo spazio desiderei postassimo i compiti che riceviamo dal nostro amato Manf (Manfredi Toraldo) amatissimo docente di sceneggiatura, è un modo per vedere i nostri lavori commentarli e crescere insieme.

Come avete notato in classe non c'e' il tempo materiale per questo pertanto confido che vogliate farlo proprio quì, sul forum della scuola, che come non mi stacnherò mai di dire è uno spazio che appartiene a tutti noi, aspetto vostri reply, se no vi stresso anche in classe.

Ciao il vostro Direttore Atipico

foto di direzione

Il cinema di animazione e il cartone animato

Argomento di discussione curato da Silvio Arlenghi

foto di direzione

La sceneggiatura nel fumetto e non solo

Argomento di discussione curato da Manfredi Toraldo

foto di direzione

L'illustrazione

Argomento di discussione curato da Andrea Gatti

foto di direzione

Il fumetto umoristico

Argomento di discussione curato da Giorgio Sommacal

foto di direzione

Il fumetto realistico

Argomento di discussione curato da Dante e Francesco Bastianoni